Basta! Ho deciso: lascio l’Italia!

leap of faith

25 Mag Basta! Ho deciso: lascio l’Italia!

Quante volte abbiamo pensato o pronunciato queste parole? E quanto seriamente abbiamo considerato di farlo?

Molti sono gli italiani che non solo l’hanno pensato, ma che l’hanno davvero fatto. Stando a quanto rivelano i dati Istat “sono sempre più numerosi gli italiani che si trasferiscono all’estero: aumentano gli espatri e calano i rientri” (fonte: Yahoo Finanza)

Devo ammettere che mi riconosco in questa parte d’Italia che vuole lasciare la propria casa in cerca di nuove opportunità.

Mi riconosco proprio perchè sono già stata una di loro, una “expat”.

Nel 2008 decisi di andare a Londra e mi trasferii, senza pensarci troppo. Ora, tornata in Italia, considero quella londinese una bellissima esperienza, a tratti dura eppure altamente formante, che ripeterei senz’altro e a cui ripenso con nostalgia, specie quando noto le forti differenze fra i due Paesi.

Ormai è noto perché l’Inghilterra è così attraente: opportunità lavorative e di business che in Italia sono più difficili da cogliere, perché la meritocrazia e l’esperienza lasciano il posto a raccomandazioni e nepotismo. Diversità di ruoli lavorativi e lavori innovativi che in Italia stentano a decollare (o che non ci sono ancora addirittura). Meno tasse, più considerazione per i cittadini, servizi pubblici efficienti, più uguaglianza di diritti ed un sistema giudiziario più rapido ed efficiente. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’Inghilterra.

In Inghilterra avevo un ottimo lavoro e ciò che più mi entusiasmava, era il fatto che all’interno di quell’azienda avevo una reale possibilità di crescere professionalmente e fare carriera.
Quella inglese infatti è una cultura lavorativa totalmente diversa da quella Italiana. una realtà nella quale essere competenti ed esperti in un lavoro permette all’individuo di “vendersi” meglio e al miglior offerente, e di diventare un valore aggiunto per l’azienda, un asset.

Questo articolo non intende essere un elogio al mercato del lavoro anglosassone. Tuttavia bisogna ammettere una cosa: crisi o non crisi (o addirittura “crisi”, con le virgolette) ciò che in Italia sembra mancare sono la speranza e la fiducia in un futuro migliore. I giovani, e meno giovani, bombardati da notizie negative e scontrandosi ogni giorno con una realtà lavorativa in cui l’offerta è limitata, vengono privati della speranza. Speranza che le cose possano cambiare e che possano trovare un buon lavoro e sentirsi realizzati.

A questo punto sorge una domanda: siamo veramente sicuri che questa assenza di speranza e questa sfiducia diffusa dipendano esclusivamente dal Paese in cui viviamo?

O è possibile che, almeno in parte, ne siamo noi stessi responsabili? E se questo malcontento e questa insoddisfazione fossero causati anche dal fatto che non abbiamo le idee ben chiare su chi vogliamo diventare e cosa vogliamo fare nella vita?

E se questo fosse il caso, emigrare e cambiare Paese sarebbe davvero la scelta giusta?

O corriamo il rischio di fare un salto nel vuoto, affrontando grandi cambiamenti per le ragioni sbagliate, e rischiando che poi gli stessi problemi e insoddisfazioni si ripropongano, anche se in una realtà diversa?

Sai chi sei e cosa vuoi veramente?

Se non riesci dare una risposta a queste domande, noi di AM possiamo aiutarti a farlo attraverso il nostro percorso formativo che verrà lanciato a giugno.

Vuoi saperne di più? Contattaci.

a cura di Elisa Martinelli



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