La felicità è la tua priorità? [prima parte]

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24 Lug La felicità è la tua priorità? [prima parte]

Tutti i giorni la solita routine: ci alziamo, facciamo colazione, andiamo al lavoro ( se ne abbiamo uno), pranziamo, riprendiamo il lavoro, andiamo a casa, magari una capatina in palestra, cena e tutti a dormire per riposarci per il nuovo giorno lavorativo che sarà domani.
Malediciamo il lunedì, siamo euforici il venerdì che e’ preludio al week-end, per poi deprimerci già la domenica sera. Perché il fine settimana, non si capisce come mai!, è sempre più sfuggevole e passa in un attimo.
Continuiamo così tutto l’anno fino alle ferie… poi anche quelle due o tre settimane volano via. Nemmeno ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad andare al mare, mentre altri le ferie sono costretti a passarle a casa. Abbiamo appena cominciato a rilassarci, che subito e’ ora di rientrare nella solita routine. Tutto ricomincia e di vacanze di riparlerà l’anno prossimo.
Così senza che ce rendiamo conto passano anni, decenni, sempre vivendo secondo questo modello. Prigionieri in un ciclo che continuerà pressoché immutato fino alla pensione… sempre che ci arriviamo e che abbiamo la fortuna di percepirne una dignitosa…

Fermati un attimo a riflettere ora. Si, occorre che tu ti fermi e rifletta sul quadro che ti ho appena descritto.

Riesci a visualizzare bene le mie parole? Ti piace ciò che vedi? Quali emozioni ti evoca? Sono emozioni positive, di felicità o negative? Oppure le mie parole ti scivolano addosso e ti lasciano indifferente?
Non so se non hai mai sentito l’esigenza di osservare la vita da un punto di vista, ma se non l’hai mai fatto, ti invito a farlo ORA per la prima volta e a diventare un po’ più consapevole dell’attimo che stai vivendo.

La maggior parte delle persone, non si ferma mai ad analizzare i fatti, perché significherebbe giungere alla conclusione che questo status quo e’ piuttosto deludente e che potrebbe essere la causa della loro insoddisfazione o infelicità.

Giungere a questa conclusione, infatti, significherebbe poi dover agire per cambiare le cose.
Eppure, piuttosto che agire, in media le persone assumono questi tre atteggiamenti.

Alcuni rimpiangono il passato, vivendo di ricordi e nostalgia in un alone perpetuo di tristezza.

Altri vivono per le piccole soddisfazioni future ma spesso effimere e di scarso valore: la festa nel week end, le ferie in agosto. Tendenzialmente queste persone sopportano il presente con l’ottica del “porto pazienza ora andrà meglio poi”, tuttavia non si impegnano realmente per cambiare le cose.
In entrambi i casi esposti, il presente non viene quasi mai vissuto pienamente. Al contrario, viene subito passivamente.

Infine troviamo la terza categoria, a mio avviso la più “pericolosa”: quella di chi assume un atteggiamento apatico. Questi individui attraversano la vita con indifferenza, rassegnati a ciò che è e ciò che sarà senza fare nulla.

E tu? Hai mai analizzato la tua vita da questo punto vista? Sei felice di come stanno andando le cose? Fai anche tu parte delle tre categorie di persone che accettano la vita così com’è senza agire?

Che tu sia soddisfatto o meno, l’azione che ti invito a fare e’ di prenderti questa settimana per analizzare la tua vita. Pensa a ciò che fai ogni giorno e sii obiettivo con te stesso: ti senti contento e appagato?

La prossima settimana non perderti la seconda parte dell’articolo: ti aiuterò a scoprire un po’ di più su te stesso.



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