La felicità è la tua priorità? [seconda parte]

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29 Lug La felicità è la tua priorità? [seconda parte]

Nella prima parte di questo articolo ti ho invitato a riflettere sulla tua vita, su ciò che fai tutti i giorni e se questo ti rende felice.
Ti ho anche mostrato che la vita della maggior parte delle persone si può riassumere nel ciclo “nascita-scuola-lavoro-famiglia-pensione-morte”, e come in questa visione non ci sia molto spazio per felicità e realizzazione personale.
Se questa rappresentazione ti sembra troppo cruda o schematizzata trovi qui la prima parte dell’articolo.

E’ giusto sottolineare che a molti piacciono prevedibilità, ripetizione e routine, perché sembrano dare serenità e sicurezza.
Purtroppo però ci sono sicurezze buone e sicurezze oserei dire letali: quelle che ti annientano e ti alienano dalla vita stessa, lentamente ed inconsapevolmente. Dobbiamo stare attenti a quale tipo di sicurezza scegliamo di ricercare e perseguire nella nostra vita.

Se ti senti felice e appagato dal tuo lavoro, se il tuo tran-tran quotidiano e la tua vita così come è oggi ti evoca un’immagine di tranquillità e soddisfazione, sappi che hai già tutto quello che ti serve ed il resto della lettura non sarà di tuo interesse.

Se, al contrario, alla visualizzazione delle mie parole è seguita una stretta allo stomaco, un senso di soffocamento o costrizione, magari accompagnato da una sensazione di “caduta nel baratro”, allora anche tu fai parte di quella schiera di persone che insoddisfatte, che stanno cominciando a realizzare che la loro vita non può essere come un carillon che suona sempre la stessa melodia, ogni giorno per tutti i giorni, e che va bene per tutti.

Queste persone hanno capito che finora hanno aderito a una convezione sociale universalmente accettata che dice ad un certo punto nella vita di ognuno ” Adesso basta! non devo piu sognare e rincorrere i miei sogni per essere felice -notare che questa è una cosa innata nell’uomo- ma devo crescere trovarmi un impiego (non importa quale o comunque non è necessario che questo impiego mi rappresenti al 100%) per guadagnare soldi per comprarmi surrogati della mia felicità (che mi hanno indotto a desiderare, ma questo è un altro discorso).

Come avrai ben capito, accettando questa convenzione sociale hai definitivamente ucciso i tuoi veri sogni, ottenendo l’effetto di soffocarli con desideri vani (l’ultimo iphone? la bella macchina?) e rinchiudendoti in gabbia da solo.

I sogni veri sono quelli difficili da perseguire. Sono quelli che richiedono tempo e passione ed impegno.
Sono quei sogni che, quando finalmente li raggiungi, ti senti appagato, orgoglioso e soddisfatto di ciò che hai ottenuto.
Non hanno nulla a che vedere con i finti bisogni che soddisfi con oggetti materiali e poi ti ritrovi subito a desiderare qualcos’altro (il nuovo “ultimo iphone”??). I veri sogni quelli sono quelli che ti arrivano dal profondo, e quando li raggiungi sei libero, perchè sei fuori dalla gabbia universalmente accettata delle convenzioni sociali.
Perchè hai deciso di seguire te stesso, i tuoi sogni, di essere coerente con i tuoi desideri, i tuoi, non quelli di qualcun’altro.
Perchè la felicità, la coerenza e la realizzazione personale ti rendono libero.

 

A cura di Elisa Martinelli



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