L’IDEA INNOVATIVA È SUFFICIENTE?

pensa al di fuori degli schemi

22 Set L’IDEA INNOVATIVA È SUFFICIENTE?

Molto spesso pensiamo che per creare un business o rilanciare un’attività basti un’idea innovativa. In parte è vero: se l’idea innovativa c’è, rappresenta un buon punto di partenza.

Abbiamo anche la percezione che un’innovazione scaturisca dall’impulso creativo di una mente geniale. È vero anche questo…ma non è tutto.
L’innovazione può essere perseguita volontariamente, attraverso un processo mirato e con grande determinazione.

Partendo, ad esempio, dallo studio del mercato e dei bisogni ancora insoddisfatti. Parlando con la gente, confrontandosi, ascoltando.

L’imprenditore di successo vive nel mondo e intuisce, con impulso creativo, quale prodotto o servizio può essere vincente. Perché soddisfa bisogni latenti o non ancora evidenti.

Quando si parla di innovazione, non ci si riferisce solo al prodotto. Anche l’approccio può essere innovativo, ovvero il modo di fare business. Parliamo di innovazione in termini di strumenti di lavoro, di organizzazione e di persone: Tutto può essere pensato per soddisfare le esigenze di un mercato sempre più difficile e congestionato. Un mercato in cui, ad un primo sguardo, potrebbe sembrare che qualsiasi idea sia già stata realizzata.

Probabilmente nel contenuto è così, tuttavia forma e sostanza non sono la stessa cosa. Lo studio approfondito del mercato di riferimento, della società in cui oggi viviamo e delle logiche caotiche che la governano, può essere un primo passo per iniziare la propria strada da imprenditori. Allo stesso modo, anche lo studio di un mercato consolidato, può rivelarsi molto utile. Proprio perché ha origini lontane, necessita di essere rivoluzionato nella forma e nella sostanza. Potrebbe trattarsi di un’innovazione di prodotto e di servizio. Oppure di innovazione in termini di processo, inteso come produzione o distribuzione. O ancora, di innovazione in ambito di vendita e di marketing.

Quindi, anziché stare immobili ed attendere l’idea perfetta, l’approccio attivo si rivela essere molto più produttivo e pertanto consigliabile.
Se vogliamo che un business funzioni e che il prodotto che offriamo trovi un posizionamento nel mercato, dovrà necessariamente rispondere a certe esigenze non ancora soddisfatte. Quindi l’unica cosa sensata da fare è studiare quelle esigenze.

Studiare le persone ed i loro bisogni e cercare una soluzione per soddisfarli può essere è l’approccio vincente.
Sembra scontato, eppure non lo è. Al contrario, si tratta di un approccio ancora poco utilizzato nella piccola-media impresa.
Questo perché parte dalla domanda “cosa posso fare per queste persone?” e non dal classico “ho questo prodotto innovativo, chi lo vuole?”. Approccio, quest’ultimo, che può rivelarsi obsoleto e rischioso.

Molto spesso le idee che consideriamo geniali non sono altro la semplice risposta ad esigenze quotidiane. La realizzazione di idee semplici, analizzate da una prospettiva insolita. Quelle idee che ci fanno esclamare “Ma perché non ci ho pensato io?!”.

C’è sempre spazio per innovare, basta volerlo! Ed il pensiero creativo è il primo passo verso l’innovazione.

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Questi articoli fanno parte del progetto imprenditore consapevole in collaborazione con Daniela Ferdeghini, HR Consultant e Coach, che partirà a gennaio 2016.
Una vera e propria “palestra” per allenare e sviluppare il pensiero creativo e molte altre abilità fondamentali per fare impresa oggi!
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