[Seconda parte] E adesso che faccio?! Ricominciare a qualsiasi età

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05 Giu [Seconda parte] E adesso che faccio?! Ricominciare a qualsiasi età

Nella prima parte di questo articolo abbiamo trattato dello spirito imprenditoriale che anima le persone a qualsiasi età.
L’intenzione è quella di far riflettere sul fatto che non siamo tutti uguali, ed è importante che un individuo comprenda se è fatto per un svolgere un lavoro o per inventarlo, per creare qualcosa di suo.

L’aspetto importante da ricordare è che queste persone hanno sempre capito quale fosse la strada giusta da percorrere o un evento forte, come la perdita della loro occupazione, ha ridestato in loro la scintilla imprenditoriale, magari spenta da un’ideologia sbagliata, come per esempio quella del lavoro fisso sicuro di alcuni anni fà ( ideologia che ancora oggi persiste piu di quel che si pensi). Quindi si tratta di persone che, grazie alla loro grande e corretta introspezione interiore, forzata o meno dagli eventi, si sono autorealizzate.

Il problema è che questo numero di persone “autorealizzate” rappresenta una parte esigua della popolazione. C’è chi purtroppo non ha ancora la minima idea di cosa fare e come muoversi. E chi crede, sentendosi quasi in colpa, che ci sia qualcosa di sbagliato ad interrogarsi in tal senso.
Eppure e’ chiaro che se non si individua la propria strada e la propria collocazione nel mondo, tutto diventa più difficile.

Perciò, caro lettore, sappi che è normale e Legittimo interrogarsi su queste cose.
Che tu sia un trentenne in carriera, un quarantenne con un lavoro stabile ma che non ti soddisfa, o un cinquantenne senza lavoro o in procinto di perderlo, il problema è il medesimo. Se non hai ben chiaro dove vuoi andare e ciò che vuoi fare, prima o poi ti troverai a vivere in una realtà che non ti rispecchia, ed avrai la sensazione di aver fatto tutto quanto invano.

In tale situazione sarebbe molto facile rassegnarsi agli eventi e al cinismo. Tuttavia sarebbe più costruttivo per una volta fermarsi, mettere le cose in prospettiva, “razionalizzando” e ponendosi delle domande. Domande come: “Perché a suo tempo feci quella scelta piuttosto che un’altra?”.
“Perché sono rimasto così a lungo in questa posizione lavorativa che non mi soddisfa?” O ancora:”Perché ho tralasciato quell’hobby o quella passione invece di trasformarlo nel mio lavoro?”

Pensaci un attimo: forse capirai che hai dovuto fare scelte lavorative per aiutare la famiglia, per superare problemi economici, perchè semplicemente non avevi le conoscenze che hai acquisito negli anni e che ora hai, o più semplicemente perché sei cresciuto con la convinzione che un lavoro vale l’altro. Forse sei cresciuto pensando che avere un lavoro qualsiasi sia più importante della soddisfazione personale. Lascia che te lo dica: non è così!

Se non ti sei mai posto la domanda giusta (“cos’è che voglio fare veramente?”) forse è perché a qualche livello intuivi che avrebbe potuto dare inizio ad un processo di introspezione doloroso.
Io ho un’ammirazione speciale per chi ha sempre saputo al 100% quello che avrebbe voluto essere, diventare. Quindi spero che tu sia una di queste persone, che tu abbia seguito i tuoi sogni e che ora sia soddisfatto ed appagato!

Oppure, se anche tu, come me, fai parte della maggioranza che non è completamente soddisfatta e non si sente realizzata, o più semplicemente ti stai mettendo in discussione e sei convinto che la tua vita possa migliorare, continua a seguirci.

A partire dalla Prossima Settimana pubblicheremo una serie di articoli e di contenuti gratuiti, per aiutarti a trovare la tua e strada, la tua felicita’ e la tua realizzazione professionale.

Noi di AM di aspettiamo!

A cura di Elisa Martinelli



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